Alla recente edizione della Fiera del Libro di Londra 2026, una corrente di calore proveniente dall’Oriente ha scorso silenziosamente. Il Comitato per l’Editoria e la Creatività Culturale dell’Associazione Editori Cinesi (di seguito denominato «Comitato per l’Editoria e la Creatività Culturale») ha fatto il suo debutto alla Fiera del Libro di Londra, unendosi a oltre 60 case editrici nazionali per presentare più di 1.000 raffinati prodotti culturali e creativi sotto il tema «Prodotti editoriali e creativi cinesi». Questi prodotti spaziavano da classici IP culturali a oggetti che incarnano l’estetica orientale, dai motivi tradizionali ai design moderni, fondendo patrimonio culturale e tocco quotidiano, attirando ampie attenzioni da parte di espositori stranieri, lettori e colleghi internazionali del settore editoriale. Lo stand «Prodotti editoriali e creativi cinesi» ha suscitato grande interesse tra i lettori internazionali. Al termine della fiera del libro, Zhang Ruokai, Segretario Generale Aggiunto del Comitato per l’Editoria e la Creatività Culturale dell’Associazione Editori Cinesi e Direttore del Dipartimento Sviluppo Affari della Casa Editrice delle Lingue Straniere, ha concesso un’intervista esclusiva a questo giornalista, illustrando i punti salienti della partecipazione, le reazioni estere, i risultati conseguiti in termini di collaborazione e i piani futuri.


D: Questa è stata la prima apparizione del Comitato per l'Editoria e la Creatività Culturale alla London Book Fair. Quali preparativi abbiamo effettuato per questo "esordio"?
Zhang Ruokai: Sebbene questa sia la nostra prima partecipazione alla London Book Fair, non partiamo da zero. Fin dalla sua costituzione, il Comitato per l’Editoria e la Creatività Culturale si è impegnato a raccontare la storia della Cina attraverso prodotti culturali e creativi. Abbiamo accumulato un’esperienza pertinente in eventi nazionali quali il Tavolo Rotondo «Belt and Road» e la Fiera del Libro di Pechino. Questa volta, grazie a un meccanismo basato su raccomandazioni provenienti dalle unità associate e su una selezione effettuata da esperti, abbiamo mobilitato oltre 100 unità associate del Comitato per l’Editoria e la Creatività Culturale, invitandole a presentare i loro prodotti culturali e creativi più rappresentativi, ispirati alla straordinaria cultura cinese. Gli espositori sono stati scelti in base al duplice criterio della specificità culturale cinese e della prospettiva globale. Inoltre, stiamo già portando avanti i lavori preliminari per la piattaforma integrata «Cloud Silk Road» per i servizi editoriali e culturali creativi all’estero. Sfrutteremo le capacità di servizio internazionale della piattaforma per promuovere gli espositori oltre i confini nazionali, gettando solide fondamenta online per la mostra fisica, nonché esplorando modalità concrete per la sua implementazione nelle librerie fisiche all’estero. La sezione «I migliori prodotti editoriali e culturali creativi cinesi» diventerà un progetto di riferimento dell’Amministrazione Cinese per la Pubblicazione di Opere in Lingue Straniere e del Comitato per l’Editoria e la Creatività Culturale dell’Associazione Editori Cinesi, destinato a un continuo miglioramento e sviluppo, a cui concorreranno congiuntamente forze provenienti dal settore editoriale e da quello della creatività culturale, sfruttando appieno le opportunità offerte dalle fiere internazionali del libro e dalle attività di scambio culturale, per svolgere un ruolo unico come piattaforma di comunicazione internazionale.
D: Quali sono stati i commenti ricevuti? Quali tipi di prodotti hanno preferito i lettori e gli espositori esteri?
Zhang Ruokai: Il riscontro è stato molto positivo; la mostra centralizzata ha certamente attirato un gran numero di persone. I lettori e gli espositori stranieri hanno apprezzato particolarmente i prodotti «derivati da classici e integrati nella vita quotidiana», che rientravano generalmente in due categorie: una comprendeva prodotti culturali e creativi ispirati a elementi classici della tradizione culturale cinese, quali personaggi della mitologia cinese antica, i Quattro Grandi Romanzi Classici (Sun Wukong, gli eroi di Liangshan e le Dodici Belle di Jinling), nonché la calligrafia e la pittura cinesi. Questi prodotti hanno trovato grande risonanza presso i lettori stranieri grazie al loro bagaglio culturale preesistente: presentando personaggi e scene da loro già amati, hanno contribuito a colmare il divario tra la cultura cinese e il pubblico estero. L’altra categoria comprendeva prodotti culturali e creativi funzionali, che esprimevano l’essenza dell’estetica orientale. Tra questi figuravano accessori per capelli ispirati a elementi tratti da reperti museali, lampade da libro raffiguranti scene tratte dal *Sogno della camera rossa*, sciarpe con il cervo dai nove colori, ispirate agli affreschi di Dunhuang, e portachiavi di peluche raffiguranti panda intenti a leggere o a bere tè al latte. Tali prodotti hanno illustrato in modo sottile la vitalità moderna dell’estetica tradizionale cinese, proponendo un’immagine della Cina accessibile e vicina al pubblico.
D: Oltre a ricevere recensioni positive, sono stati raggiunti intenti di collaborazione sostanziali?
Zhang Ruokai: Sì. Personale di librerie indipendenti e case editrici estere ha già effettuato ordini per prodotti culturali e creativi, ci ha commissionato produzioni personalizzate e ha persino manifestato l’intenzione di collaborare all’importazione di diritti editoriali tramite i nostri prodotti culturali e creativi. Si può affermare che tali prodotti hanno contribuito anche a un rafforzamento bidirezionale dei diritti editoriali. Tuttavia, dobbiamo ancora migliorare costantemente in termini di internazionalizzazione e professionalizzazione dell’editoria dei nostri prodotti culturali e creativi. Se da un lato i clienti stranieri rimangono colpiti dalla nostra innovatività in questo settore, dall’altro sono estremamente professionali e «esigenti»: pongono infatti elevati requisiti riguardo alla qualità artigianale e ai materiali impiegati nei prodotti. Attualmente, i nostri manuali prodotto, i modelli di ordinazione e le attività fondamentali quali le descrizioni in lingua straniera relative alle caratteristiche artigianali, alle dimensioni, ai materiali e agli standard riportati sull’imballaggio dei prodotti non sono ancora sufficientemente standardizzati; vi è inoltre ampio margine di miglioramento per quanto concerne la resa espositiva nello spazio e gli effetti delle mostre.
D: In passato, la London Book Fair si è concentrata maggiormente sul commercio dei diritti d’autore. Questa volta, abbiamo posto in primo piano, su larga scala, i "prodotti culturali e creativi". Quali sono le considerazioni alla base di questa scelta?
Zhang Ruokai: Il rapporto sul lavoro governativo di quest'anno ha chiaramente affermato che «si incoraggiano ulteriormente le imprese culturali e i prodotti culturali eccellenti a espandersi sui mercati esteri». La Fiera del Libro di Londra, prima importante fiera internazionale del libro dell’anno, non è soltanto un luogo per le transazioni di diritti d’autore e un punto di riferimento per le tendenze del settore editoriale, ma anche una prima linea di scambio culturale e creativo. La tradizionale «esportazione testuale» si basa su opere classiche e sul superamento delle barriere legate alle abitudini traduttive e di lettura, presentando quindi un alto livello di difficoltà di ingresso. L’«esportazione culturale ed estetica», invece, rappresenta un «atterraggio morbido». I prodotti culturali e creativi sono una sintesi della cultura: entrano direttamente nella vita dei consumatori stranieri sotto forma visiva, tattile e quotidiana. La nostra promozione di una vasta espansione all’estero dei «prodotti culturali e creativi editoriali» mira proprio a costruire un sistema per la diffusione di «storie cinesi tangibili», consentendo al pubblico estero di apprezzare innanzitutto un oggetto, per poi sviluppare interesse verso la letteratura e il pensiero che lo sottendono, realizzando così una sublimazione emotiva che passa dalla «comprensione» alla «vicinanza».
D: Rispetto ai libri, quali vantaggi unici offrono i prodotti culturali e creativi nel raccontare efficacemente le storie cinesi?
Zhang Ruokai: Il vantaggio più grande è «una comunicazione a basso contesto e un forte legame emotivo». I libri richiedono la conoscenza della lingua, mentre i prodotti culturali e creativi sono di per sé il mezzo di comunicazione. Ad esempio, i magneti da frigorifero rotanti con iscrizioni in scrittura su ossa oracolari o i peluche di Lu Xun, che abbiamo portato quest’anno, permettono anche a chi non conosce il cinese di percepire immediatamente i simboli della cultura cinese. In secondo luogo, vi è l’elemento della compagnia nella vita quotidiana. Un libro potrebbe essere riposto sugli scaffali dopo la lettura, ma una sciarpa di seta o un segnalibro vengono utilizzati ogni giorno. Questa frequente presenza consente ai simboli della cultura cinese di integrarsi in modo discreto nella vita quotidiana delle persone. Naturalmente, siamo consapevoli del fatto che i prodotti culturali e creativi dovrebbero tenere conto fin dalle prime fasi di sviluppo e progettazione di tematiche internazionali. Molti di questi prodotti nascondono dietro i loro «meme» e le loro «trame» significati culturali profondi; se l’internazionalizzazione non viene considerata già nella fase di progettazione, i lettori stranieri avranno difficoltà a comprenderli.
D: Dopo questa vetrina concentrata, in che modo il Comitato per l'Editoria e la Creatività Culturale sfrutterà l'esperienza e le risorse accumulate quest'anno per istituire un meccanismo a lungo termine che garantisca l’ingresso continuo e regolare dei "prodotti editoriali e culturali creativi cinesi di alta qualità" nei principali mercati esteri?
Zhang Ruokai: Questa Fiera del Libro di Londra non è la fine, ma un inizio. Sfrutteremo l’esperienza pratica e le risorse di canali esteri accumulate quest’anno, concentrando i nostri sforzi sulla creazione di un meccanismo a lungo termine basato sulla piattaforma integrata per l’esportazione di prodotti editoriali e creativi culturali «Via della Seta Cloud», lanciata all’inizio dell’anno. Si tratta di un sito web indipendente di e-commerce transfrontaliero e di una piattaforma di collegamento dedicata ai prodotti editoriali e creativi culturali. In futuro, intendiamo esplorare un ciclo chiuso adatto ai prodotti creativi culturali: «mostra offline, transazione online; esposizione a breve termine, gestione a lungo termine». Gli espositori e i lettori stranieri che scoprono «prodotti eccellenti» alla fiera del libro potranno effettuare ordinativi in modo continuativo sulla piattaforma «Via della Seta Cloud», inviarli alle librerie estere e avviare negoziazioni per collaborazioni in regime di licenza. Contestualmente, raccoglieremo i feedback dei lettori stranieri per orientare lo sviluppo e la progettazione dei nostri prodotti creativi culturali, consentendoci così di realizzare «ottimi prodotti cinesi» in grado di soddisfare meglio le esigenze del mercato internazionale, realizzando concretamente un’espansione all’estero normalizzata e sostenibile della proprietà intellettuale culturale cinese.
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